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GUERRE ROMANO - LIGURI 238 a.C. – 14 a.C.

GUERRE ROMANO - LIGURI 238 a.C. – 14 a.C.

 

GUERRE ROMANO- LIGURI 238 a.C. – 14 a.C.

di Lanfranco Sanna

Quando i Romani, conquistata definitivamente l’Etruria costiera e acquisita la città di Pisa (tra il 280 e il 273), portano il loro confine al fiume Arno, entrano in contatto diretto con un territorio controllato, almeno saltuariamente, dai Liguri. 

Per il momento Roma, però, ha due priorità politico-militari: una contro Cartagine che pratica il blocco marittimo costringendo lo Stato Romano in un bacino chiuso, il Tirreno, con le sue colonie della Sardegna, della Corsica e della Sicilia occidentale (I Guerra Punica); l’altra, prettamente difensiva, contro i Celti che compiono continue scorrerie dalla pianura padana nel cuore della penisola italica; di conseguenza trascura il fronte nord-occidentale dove gravitano i Liguri... CONTINUA...

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LA STORIA

LA STORIA

In questo settore riporto alcune informazioni di particolare interesse, tratte da Wikipedia e da altri siti.

 

L’idea è di offrire un quadro storico esaustivo, soprattutto per quello che riguarda l’ambientazione del romanzo (182 a.C.). Come potrete notare dal capitolo “Guerre Romano-Liguri “ di Lanfranco Sanna, alcuni personaggi del libro sono reali, ad esempio il console Quinto Fabio Labeone, oppure il generale Lucio Emilio Paolo, che però assumono ruoli di fantasia all’interno dello scritto. Fanno anche parte della realtà storica la battaglia di Alba Ingauna (Albenga), i nomi delle varie tribù, il commercio dell’ambra e la deportazione di oltre 40.000 liguri nel Sannio nel 180 a.C. Inserisco anche le informazioni relative all’odierna Varazze, che in epoca romana era conosciuta con il nome di Ad Navalia e che fu uno dei più importanti cantieri navali dell’Urbe (le cui origini sono da me riportate in chiave romanzata)... CONTINUA... 

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GLI ANTICHI SITI SACRI

GLI ANTICHI SITI SACRI

Nel libro cito i siti del Beigua (compreso nell’omonimo Parco Naturale) e del monte Bego (Valle delle Meraviglie – l’alta Valle Roia in Francia, sul confine italiano delle province di Imperia e Cuneo). Per entrambi ho riportato qui di seguito alcune informazioni, alle quali aggiungo le statue stele della Lunigiana, così avrete un quadro archeologico sufficientemente completo.

Noterete che le origini dei Liguri sono antichissime. Era un popolo che viveva un profondo rapporto con la Natura - la Grande Madre divina che accomunava la maggior parte delle civiltà arcaiche - e che lo sostentava nelle necessità quotidiane (a tal proposito risulta anche evidente la sacralizzazione di boschi e di monti - le Alpi e gli Appennini conservano nei loro nomi le radici linguistiche degli antichi Liguri).

La disposizione geografica dei siti megalitici e le varie incisioni rupestri confermano una loro eccellente conoscenza astronomica.

Vi consiglio di confrontare le successive informazioni con quelle relative alle civiltà nuragica e iberica (dello stesso periodo), potrete così scoprire un insieme storico molto interessante sull’estensione geografica nell’area mediterraneo - europea di questo popolo misterioso e affascinante.   

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IL CIGNO, L'AMBRA E IL DIVINO (Sarasvati e Belin)

IL CIGNO, L'AMBRA E IL DIVINO (Sarasvati e Belin)

Qui di seguito ho raccolto dal WEB alcuni documenti che trattano del Cigno, dell’Ambra della dea Sarasvati e del dio Belin.

Il Cigno – oltre a essere il nome del primo re dei Liguri (Cicno) – è anche un importante emblema dell’antico popolo. Nei miti arcaici (in particolare di Fetonte) viene collegato alla simbologia Iperborea del nord Europa e alla stessa ambra (è documentato storicamente che la preziosa gemma giungesse dal lontano Baltico, proprio grazie al commercio dei Liguri, che la smerciarono nel Mediterraneo e in Oriente).

Tornando al nostro popolo e alle sue origini e andiamo ad analizzarne la storia (vedere Liguri su Wikipedia ). Si possono riscontrare diverse teorie a tal riguardo. Personalmente, ispirato da quella pre-indoeuropea, ho voluto attribuire l’origine dei Liguri all’antichissima civiltà di Harappa, sorta oltre tremila anni orsono nella valle dell’Indo sullo Sarasvati, il fiume sacro alla dea primordiale di cui portava il nome.

Come potrete notare la grande civiltà fu sconvolta da un grave cataclisma che ne disperse le genti, probabilmente il India, in Medio Oriente e – forse – in Anatolia e sulle coste del Mediterraneo.

Srasvati, primeva dea indù (ricollegabile alla Grande Madre), ha il Cigno come animale sacro/simbolo e, non a caso, ritroviamo lo stesso emblema nei miti d’origine sia liguri sia nordici.

E proprio per questo motivo che ho sviluppato la mia intuizione in chiave romanzata …

Scrivendo ancora di divinità riporto le informazioni su Belin (Belan, Balenu, ecc.). Il dio del principio maschile fecondante spesso era rappresentato con statue stele di forma fallica, assimilabili ai lingam di pietra del dio Shiva... CONTINUA...

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